“LA NOSTRA PRIMA MISSION E’ LAVORARE PER UNA NUOVA CULTURA FINANZIARIA E GESTIONALE NELLA PICCOLA E MEDIA IMPRESA”

 

Quinto anno di operatività per Ri-Genera Impresa sorta in Confcommercio cesenate per assistere le imprese nella gestione finanziaria. Mission dichiarata: lavorare per una nuova cultura finanziaria e gestionale nella piccola e media impresa. 

Alberto Pesci, coordinatore di Ri-Genera Impresa, cosa intende per una nuova cultura finanziaria e gestionale?

“Il sistema finanziario è in grande evoluzione, così come il sistema bancario e i soggetti garanti come per esempio i confidi. A fianco dei sistemi di finanza tradizionale stanno emergendo soluzioni di finanza più strutturata o alternativa per mitigare il rischio di insolvenza della impresa come per esempio il bando Eureka turismo promosso lo scorso anno dalla Regione Emilia Romagna attraverso la gestione di Cassa Depositi e prestiti e il sistema dei Confidi. Anche il ruolo del Fondo centrale di garanzia è in continua evoluzione e il sistema bancario si sta orientando anche attraverso il sistema dei confidi a promuovere operazioni che prevedano parametri di rischio predefinito “tranched cover”. Questo scenario presuppone che anche la piccola e media impresa modifichi il proprio approccio culturale maturando una maggior conoscenza dei meccanismi che regolano la  gestione finanziaria e il suo controllo.

Ma lo specifico degli imprenditori è fare impresa. Anche per ragioni di tempo sono indotti a sottovalutare la gestione finanziaria?

“Certo, gli imprenditori sono  impegnati nel condurre la  complessa macchina organizzativa e rincorrono ogni giorno molteplici impegni e scadenze e pertanto lo spazio che dedicano alla verifica della gestione amministrativa e finanziaria risulta troppo ridotto e il tema del controllo viene trattato con rilevanza  marginale. L’impegno dello staff di Ri-Genera Impresa è dunque quello di agevolare e accompagnare l’imprenditore a compiere questo passaggio. La nostra mission è lavorare per una nuova cultura finanziaria nella piccola e media impresa, facendo analisi preventiva, ben di più rispetto alla verifica della propria situazione contabile e fiscale , per quanto anch’essa importante”.

Quali sono le difficoltà che incontrate nel dialogo con le imprese?

Parlare di analisi di numeri e di comparazione di indicatori  rappresenta un problema di conoscenza della materia da parte di tanti imprenditori sia piccoli che di media dimensione e pertanto la prima difficoltà che incontriamo è quella di far comprendere con un linguaggio semplice e con esempi pratici l’obiettivo principale della nostra attività. I seminari e gli incontri formativi che stiamo organizzando  sono uno strumento efficace.  Inoltre la possibilità per Ri-Genera Impresa di  dialogare e collaborare con Confcommercio e attingere da questo privilegiato osservatorio dati e informazioni legate agli andamentali storici di interi settori e categorie imprenditoriali consente di attuare politiche di bench marking molto utili anche per la produzione di indicatori da trasmettere agli interlocutori finanziari ai quali si rivolge l’impresa per  ottenere credito”.

Cosa significa in pratica cambiare l’approccio culturale?

“Significa prima di tutto appassionare l’imprenditore affinchè comprenda che questo percorso  è una condizione essenziale per fare impresa e per poter competere all’interno di un mercato sempre più selettivo per scongiurare situazioni di criticità. 

Certamente oggi il nuovo codice della crisi di impresa può contribuire in riferimento alle società di capitali  ad alimentare la consapevolezza che fare prevenzione e conoscere in tempo reale la salute della propria  azienda diventa un fattore strategico di competitività ed un elemento di valore aggiunto nella relazione con soggetti finanziatori, con i clienti, con i fornitori e con tutti i terzi. La vera sfida è far comprendere che la prevenzione è una scelta volontaria e consapevole del singolo imprenditore e non è dettata da obblighi normativi.

Ma in pratica cosa vuol dire fare prevenzione?

“Significa leggere anticipatamente la dinamica dei flussi della propria tesoreria pianificando i propri impegni con criteri scientifici e quindi con la possibilità di simulare i risultati prodotti in relazione alle strategie aziendali nel breve e nel medio periodo. Tutto ciò si traduce in un rafforzamento della credibilità e nel valore  della azienda. Molto spesso le imprese di più piccole dimensioni non si possono permettere figure professionali dedicate a svolgere ruoli di controllo amministrativo permanente ed è per questo motivo  che  come Ri-Genera Impresa stiamo promuovendo un servizio di tutoraggio nella forma del temporary manager da erogare anche presso la sede aziendale”.

Quali sono i primi  risultati che l’imprenditore riscontra con questo approccio?

“Attraverso un primo check finanziario l’imprenditore ottiene una prima fotografia dello stato di salute della propria azienda utile a promuovere un progetto di assistenza personalizzato adattando gli strumenti tecnologici che possiamo mettere a disposizione”.

Qual è la prima domanda che ponete all’ imprenditore? 

“Molto semplice; chiediamo di raccontarci come intende sviluppare  il proprio business, quali obiettivi di crescita prevede nell’arco di un triennio. Se è in grado di predisporre un budget di breve e medio periodo e se ha strumenti  per  pianificare il proprio fabbisogno finanziario”.

Qual è il principale investimento che oggi consiglia ad un impresa?

“Innovare o intro-durre se assente la funzione di controllo finanziario della propria amministrazione attraverso strumenti di reportistica strutturati”.

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